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IL CAMMINO E L'INCLUSIONE

  • 4 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

" Il viaggio, non la meta, è ciò che conta.” cit T.S.Eliot 

"L'inclusione sociale è il processo che garantisce a tutti gli individui e gruppi di partecipare pienamente alla vita economica, sociale e culturale, indipendentemente da condizioni fisiche, economiche, etniche o anagrafiche. Mira ad abbattere le barriere, valorizzare le diversità e contrastare emarginazione e discriminazione. 


Punti chiave dell'inclusione sociale:

  • Partecipazione attiva non è solo "aiutare", ma costruire contesti (scuole, città, luoghi di lavoro) dove ognuno ha pari opportunità.

  • Valorizzazione della diversità: a differenza dell'integrazione, l'inclusione non richiede che la persona si adegui ai modelli prevalenti, ma accoglie la sua unicità, inoltre l'inclusione lavora affinché l'ambiente sia privo di barriere e provvisto di facilitatori.

  • Rispetto dei diritti di ciascuno."CIT. WIKIPEDIA


Il sentiero

La prima parte del cammino di Santiago, che ho percorso da Saint Jean Pied du Port  a Burgos, era ricco di saliscendi e in alcuni punti i tratti erano molto impegnativi. Da questo punto di vista, posso immaginare che potrebbe essere difficoltoso per le persone che hanno delle fragilità motorie. I tratti pianeggianti e meno sconnessi, alcuni anche asfaltati, sono facilmente percorribili.

Per chi ama la natura e gli animali, questo cammino è adatto perchè durante le tappe sei immerso nei boschi e nella natura: incontri tantissimi animali (scoiattoli, pecore, maiali, mucche e molti cavalli). In questi tratti, ti puoi sentire bene, camminare sereno grazie al silenzio e alla pace che la natura del cammino ti offre. Così diventa inclusivo per chi  ha diverse sensibiltà sensoriali e non ama i rumori forti o la confusione.



Ostelli e accoglienza

Quando percorri il cammino di Santiago,  sai che gli ostelli sono una cosa che lo caratterizza. E' tipico dormire in ostelli perchè favoriscono la conoscenza  di pellegrini provenienti da ogni parte del mondo: per esempio io ho incontrato persone  provenienti dalla Corea, Taiwan, New Mexico, Los Angeles, Cornovaglia, Spagna, qualcuno dall’Italia e dagli USA.

Per me  tutti gli ostelli e le strutture sono  state accoglienti, soprattutto nelle cene comunitarie  dove potevi parlare e stare in compagnia dei pellegrini. Mi sono sentito a mio  agio senza essere giudicato da nessuno, vivendo l’esperienza in libertà.

In alcuni ostelli e in alcune cene, mi sono sentito accolto dai gestori come se fossi a casa (ricordo ancora la paella della signora Maria e dei momenti di gioia che abbiamo trascorso insieme).

Per ciò che ho visto e constatato, alcuni ostelli non sono sempre  accessibili per le persone con disabilità motoria. Immagino che  lungo il percorso ci siano diverse strutture ricettive adeguate ai diversi bisogni.


 conclusioni 

Il cammino di Santiago non tutto è percorribile  agilmente, Credo che sia importante non arrendersi e affidarsi alle tante associazioni e agenzie che possono aiutare a programmare un viaggio senza barriere.

Ho voluto condividere questo racconto di viaggio perché mi piacerebbe che tante persone (tutte le persone) potessero sperimentare la gioia che ho provato io in questa esperienza.


Se vuoi leggere il mio diario di bordo qui sotto ti allego il file.

Un racconto autentico e spensierato del viaggio di un ragazzo con il suo papà




BUEN CAMINO!

Marco



 


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